Programmi televisivi, giornali, film, manifesti pubblicitari, trasmissioni radiofoniche, raggiungono ogni giorno decine di milioni di individui, di cui riescono a influenzare i comportamenti, le abitudini, il modo stesso di pensare e di esprimersi. Per questo motivo i mass media hanno contribuito ad innalzare il livello di istruzione di un elevato numero di persone, coinvolgendole al tempo stesso in una partecipazione alla vita sociale e politica.
Hanno inoltre il merito di informare le masse su fatti e problemi del mondo, di consentire la conoscenza di Paesi e di popoli lontani, di usi, di costumi e di linguaggi, prima poco conosciuti, agevolando così leducazione al rispetto di realtà sociali e culturali diverse.
Tuttavia, a questi aspetti positivi di media se ne contrappongono altri che destano motivate preoccupazioni. I rischi sono tutti legati al condizionamento che questi possono esercitare in tutti i campi, dal culturale al comportamentale, dal linguistico al sociale.
Tra tutti i mezzi di comunicazione, è contro quello televisivo che si sono scagliate le critiche più accanite.
La televisione, sostengono molti, uniforma e spersonalizza gli individui spingendoli a condividere gli stessi modelli culturali e comportamentali, con il risultato di favorirne lappiattimento e il conformismo.
Essa abitua alla passività mentale fornendo analisi e soluzioni già pronte, spinge perciò ad una visione poco critica del mondo soffocando limmaginazione, la fantasia e scoraggiando la ricerca individuale di nuove esperienze.
Offre ai bambini immagini sempre più dense di violenza, esalta la bellezza, la giovinezza, il fascino e trascura valori come la SOLIDARIETA e lALTRUISMO.
La televisione come gli altri mass media, non deve essere considerata uno strumento nocivo in sé, occorre semplicemente gestirla in modo più attento, usarla cioè come mezzo di informazione o di semplice svago, senza restare coinvolti e irretiti da quello che essa di volta in volta ci propina.